( stazione TIM “ Bo Piombo, “ installata in via Fondazza a Bologna )
TIM ha recentemente installato una nuova Stazione Radio Base per telefonini ( un’altra! ); questa è collocata nel cuore del centro storico di Bologna, in via Fondazza ( ai margini della zona A ). Si tratta, abbiamo saputo, di una Stazione per cellulari UMTS.
Importa davvero poter avere in tasca un nuovo gadget ben poco utile? Crediamo di no; a noi bastano i telefonini di vecchia generazione. Ci preoccupa questa spinta che viene data affinché gli incauti investimenti relativi alle licenze concesse all’UMTS possano comunque avere un ritorno. Ci preoccupa perché riteniamo che l’aumento delle radiazioni elettromagnetiche nelle nostre città densamente popolate faccia molto male alla salute.
Le legge italiana dice che le antenne delle Stazioni Radiotrasmittenti-riceventi ad alta frequenza non devono produrre un campo elettrico superiore a 6 Volt/metro: le radiazioni elettromagnetiche si misurano anche così; i danni biologici che esse possono provocare in un punto abitato da esseri viventi sono correlati con l’intensità del campo elettrico ad esse associato in quel punto.
E’ cautelativo questo limite ? Abbiamo scoperto che si tratta di un limite dovuto al solo “ effetto termico “ delle radiazioni sui tessuti umani: si tratta di quell’effetto che si ha anche nei forni a microonde. E’ il prevalente effetto che si ha in vicinanza di un elettrodotto, dove ci sono radiazioni elettromagnetiche a bassa frequenza.
Ma è questo non è il solo effetto delle radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza !! L’uomo, nella sua evoluzione, ha creato le sue difese contro gli effetti del solo campo magnetico terrestre, molto debole e quasi statico; i campi generati dalle Stazioni Radio Base sono invece elevatissimi rispetto al campo magnetico terrestre ( molti milioni di volte maggiori ) e sono variabili. Inoltre gli esseri umani viventi sono a loro volta degli organismi il cui metabolismo è interessato da impulsi elettromagnetici: gli esseri umani viventi, sono dei ricetrasmettitori loro stessi, che interferiscono quindi con le radiazioni della telefonia mobile. In realtà importanti Centri di ricerca, hanno già dimostrato che le radiazioni ad alta frequenza, al di là dell’assorbimento di una certa dose, hanno notevoli effetti biologici sugli esseri viventi, già quando il campo elettrico supera 1 Volt/metro. Questi effetti sono precursori di tumori e di malattie del sistema nervoso; si tratta di malattie cui sono più esposte le persone che hanno difese immunitarie deboli ( ad esempio i bambini e le persone già portatrici di malattie ).
La Stazione di via Fondazza è molto potente; non solo, nel raggio di cinquecento metri da essa esistono già almeno nove altre Stazioni. Non c’era bisogno di un’altra Stazione !.
Di solito una Stazione ha più antenne in parallelo; ognuna di esse irradia le onde elettromagnetiche in una specie di conoide che si allarga dalla posizione delle antenne stesse con un angolo di 60-70 gradi sul piano orizzontale e di 7-8 gradi sul piano verticale. In pratica, a distanza di 40 metri dalle antenne le radiazioni sono ancora molto forti e la superficie maggiormente irradiata è di circa 300 metri quadrati ( un’area rettangolare di 50 metri in orizzontale per 6 metri in verticale ).
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Vista delle antenne della Stazione ” Bo Piombo “ della TIM
Inoltre l’asse del conoide è inclinato da 2 a 4 gradi sull’orizzonte , quindi alla distanza di 40 metri dalle antenne l’irraggiamento raggiunge tipicamente una quota che è di circa 8 metri più bassa delle antenne stesse. Un impatto davvero notevole.
TIM ha prodotto i calcoli previsionali di impatto delle radiazioni emesse dalla nuova Stazione TIM sui siti vicini, sulla base delle potenze dichiarate; TIM ha prodotto i risultati di tali calcoli per ottenere l’autorizzazione alla nuova installazione. Tuttavia ARPA ha verificato tali calcoli, ed ha trovato, per le potenze in questione, valori di campo elettrico doppi rispetto a quelli denunciati da TIM; tali valori sono di poco inferiori ai 6 Volt/metro per siti distanti meno di 50 metri dalle antenne. Ma la situazione può essere peggiore: analizzando i dati delle antenne di questa Stazione si scopre che esse sono capaci di trasmettere una potenza molto superiore a quella dichiarata da TIM, e purtroppo, le Leggi e i Regolamenti non fanno cenno alla necessità di controlli sulle massime potenze trasmettibili. In sostanza se un Gestore utilizza una Stazione ad un livello di potenza superiore a quello dichiarato, solo magari perché l’aumento del traffico lo richiede, difficilmente qualcuno se ne potrà accorgere.
In realtà l’impatto è così elevato sui siti vicini perché le antenne di questa nuova Stazione sono state installate di poco sopra i tetti, troppo in basso rispetto alle abitazioni vicine; anche più in basso di alcuni balconi e finestre di abitazioni prossime e in vista delle antenne. Le antenne avrebbero dovuto essere collocate 7 od 8 metri più in alto.
Ma, come è noto, i tetti del Centro Storico di Bologna sono considerati patrimonio artistico della città; antenne troppo alte sono evidentemente ritenute antiestetiche. Si può concordare con questo pensiero; ma allora, per tutelare il paesaggio, vengono bruciacchiati i cittadini !
C’è qualcosa che non va in questo approccio: la salute deve poter prevalere sull’estetica.
Infine nemmeno trascurabile è l’aspetto relativo alla svalutazione del valore degli immobili in vista di antenne, che anche le Associazioni dei piccoli proprietari hanno messo in luce.
Non ci resta che sintetizzare qui le nostre conclusioni, pregando anche i nostri Amministratori di prestarvi qualche attenzione:
- le radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza oltre all’effetto termico hanno altri effetti biologici importanti. Tuttavia esiste una Legge Nazionale che non sembra tenerne conto: essa non sembra rispondere pertanto al doveroso principio di “ precauzione “, che è implicito nella nostra Costituzione; ciò vale anche per la Legge Regionale dell’Emilia Romagna.
I Comuni però possono promulgare Regolamenti che prevedano limiti più cautelativi.
- gli attuali Regolamenti Comunali in base ai quali vengono rilasciate le autorizzazioni non tutelano i cittadini da abusi reali. Tali abusi, evidentemente non sanzionabili, sono commessi da singoli che consentono, tipicamente a titolo oneroso, l’installazione di antenne; tali antenne non causano danni a loro, ma creano a molti altri cittadini problemi di salute e perdite economiche.
Occorre ampliare il raggio di competenza delle abitazioni, oltre al singolo condominio, che hanno titolo perché sia possibile dare in affitto spazi destinati alla installazione di antenne.
- i Gestori dei sistemi di telefonia mobile hanno la possibilità di produrre documenti di progetto carenti, anche dei veri falsi, per ottenere le autorizzazioni; eppure, così facendo, non incorrono direttamente in sanzioni penali e non sono soggetti ad eseguire immediate azioni di ripristino volte a tutelare la salute del pubblico.
Nemmeno le analisi in contradditorio dell’ARPA sembrano mettere in moto efficaci meccanismi di tutela dei cittadini: l’ARPA ha le competenze per valutare le situazioni, ma ad essa viene solo dato un mero compito di strumento, senza consentirgli iniziative: ARPA non indaga autonomamente, risponde a domanda e poi si ferma. Il cittadino può difendersi solo attraverso azioni legali da lui stesso attivate; purtroppo si tratta di azioni impegnative, molto onerose e dai tempi lunghi.
Occorre i cittadini interessati dalla vicinanza di nuove antenne possano avere reale preventiva informazione sulle nuove installazioni, sulla base dei dati tecnici delle stesse che vanno diffusi prima della concessione delle autorizzazioni.
- le potenze di esercizio delle trasmittenti possono essere più alte di quelle dichiarate dai Gestori; le Leggi ed i Regolamenti non impongono controlli su tali potenze. E’ allora assai difficile per il cittadino accorgersi di abusi dovuti all’eventuale - anche temporaneo - esercizio a potenze superiori a quelle dichiarate ( quando l’aumentare del traffico lo richiedesse , per esempio ).
E’ indispensabile imporre sugli impianti l’uso di limitatori della massima potenza trasmissibile piombati.
- semplici calcoli consentirebbero di stabilire dei validi criteri di installazione delle antenne. Si tratterebbe, ad esempio, di porre dei vincoli alle minime possibili distanze fra antenne, abitazioni e terra ( strade ) in funzione delle potenze massime erogabili delle stazioni ( e non in funzione delle potenze di esercizio dichiarate, che possono, in qualunque momento e senza controllo, essere portate dai Gestori al massimo livello erogabile ). Sarebbe anche possibile definire un numero massimo di antenne installabili in città per chilometro quadrato, in modo da limitare in modo accettabile i valori medi di fondo ( e, contestualmente, i valori di picco ).
Criteri di questo tipo non sono inclusi nelle Leggi Nazionali e Regionali e nel Regolamento Comunale di Bologna, e vanno invece adottati.
Il Comitato di via Fondazza e via Dante contro l’elettrosmog, sulla base di quanto ha appreso e qui riportato, chiede alle Autorità preposte l’immediata disattivazione della Stazione Radio Base della TIM denominata “ Bo Piombo “, ed il suo smantellamento in tempi brevi.
******* Foto di antenna vista da terrazzo di via Dante 4 ******
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