bandiera arcobaleno
di: Massimo Consoli

 

Tratto da "Independence Gay" di Massimo Consoli, Massari Editore, 2000

Nasce nel 1978, ovviamente a San Francisco, il simbolo gay attualmente più diffuso nel mondo: la Bandiera dell'Arcobaleno (Rainbow Flag), conosciuta anche come Bandiera della Libertà (Freedom Flag). La disegna l'artista Gilbert Baker ispirandosi ai cinque colori della Bandiera delle Razze (Flag of Race), che in America sono un problema particolarmente sentito, a all'inizio contiene otto colori che, finalmente si stabilizzano a sei.
La simbologia spiega il significato di ogni colore: il rosso indica la vita, l'arancio è la salute (che in tempi di aids non guasta), il giallo ricorda il sole, il verde rappresenta la natura, il blu è l'arte e il viola lo spirito.
I due colori andati perduti sono il rosa (la sessualità) e l'indaco (l'armonia), ma non c'è nessun disegno ideologico dietro, solo la difficoltà tipografica e un folle aumento dei prezzi nello stampare una bandiera così... policroma.
La Bandiera dell'Arcobaleno sembra aver scacciato definitivamente tutti gli altri simboli, dall'omino preistorico al Lambda, ed oggi è l'elemento essenziale in tutte le manifestazioni gay nel nostro Paese ed altrove.
È curioso che l'inno semiufficiale delle Gay Pride March sia proprio Somewhere Over the Rainbow (1939), scritta da E. Y. Harburg per il musical della MGM, Il mago di Oz. Nel film la canzone è cantata a Judy Garland, seppellita lo stesso giorno in cui a New York scoppiava la rivolta dello Stonewall. Negli USA, le faeries Harry Hay e Artur Evans, cioè le fate che rappresentano l'immagine più «naturale» (nel senso di legato alla natura, ai boschi, alla magia della vita) dell'omosessualità, commemorano lo Stonewall cantando la canzone durante la sfilata e distribuendo volantini con le parole del testo



La bandiera della Pace