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Agli Organi d’Informazione

COMUNICATO STAMPA

Bandiere per la pace esposte dalle Pubbliche amministrazioni

Pighi (Ds): "Quale legge lo vieta?"

In merito alla possibilità o meno che le pubbliche amministrazioni possano esporre le bandiere per la pace, il Capogruppo Ds al Consiglio Comunale di Modena, l’Avvocato Giorgio Pighi, ha presentato un’interrogazione urgente al Sindaco per sapere sulla base di quale legge sarebbe vietato. Trasmettiamo al proposito una dichiarazione di Giorgio Pighi ed il testo dell’interrogazione da lui presentata.

"Non credo proprio che possa esistere una legge che vieta di esporre la bandiera della pace. Se c’è me la indichino. Fino ad oggi nessuno ha mai detto chiaramente a quale legge facciano riferimento. Ci hanno trattato come tanti soldatini ma non siamo tali: non diciamo signorsì a chi ci vuole impedire di manifestare per la pace. Il Governo, più che interpretare le leggi in vigore ha dato un ordine accusandoci per un reato che esiste solo nelle loro vuote minacce di denuncia. A questo punto hanno il dovere di dire quale è la legge che avremmo violato. Ben singolare questo federalismo di destra che minaccia denunce alle Comunità locali che espongono il simbolo della pace"

Giorgio Pighi

Capogruppo Ds al Consiglio comunale di Modena

Con preghiera di cortese pubblicazione

                                                                            p. l’Ufficio Stampa

                                                                            Maria Mattioli

Modena, 14 febbraio 2003 (335 5381892)

Al Signor SINDACO

Al Signor PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

INTERROGAZIONE URGENTE

Il Governo dica in base a quali norme sarebbe vietato e costituirebbe addirittura reato esporre la bandiera della pace.

Illustrissimo signor Sindaco,

apprendo che - tramite il signor Prefetto - Le sarebbe giunta, in relazione all’esposizione della bandiera della pace, che è simbolo che valorizza la nostra Costituzione ed il ripudio, che essa proclama della guerra, una comunicazione del seguente tenore:

"Sugli edifici pubblici statali possono essere esposte esclusivamente le bandiere nazionale ed europea, mentre negli edifici pubblici delle regioni e degli enti locali possono essere aggiunte le rispettive bandiere ufficiali.

Non possono essere esposte bandiere straniere (ammesse esclusivamente in occasioni di incontri internazionali) e neppure simboli privati (es. insegne di partito, simboli di associazioni ed organismi vari).

L’esposizione sugli edifici pubblici di simboli privati di qualunque natura determina una violazione sanzionabile anche ai sensi del codice penale".

Considerato

che l’art. 12 del D.P.R. 7 aprile 2000 n. 121 (in Gazzetta Ufficiale 16 maggio 2000 n. 112) afferma che:

"L’esposizione delle bandiere all’esterno e all’interno delle sedi delle regioni e degli enti locali è oggetto dell’autonoma normativa e regolamentare delle rispettive amministrazioni. In ogni caso la bandiera nazionale e quella europea sono esposte congiuntamente al vessillo o gonfalone proprio dell’ente ogni volta che è prescritta l’esposizione di quest’ultimo, osservata la prioritaria dignità della bandiera nazionale"

considerato altresì

che la legge 5.2.98 n. 22 prevede l’abrogazione - a seguito dell’emanazione di apposito regolamento - del regio decreto-legge 24 settembre 1923, n. 2072, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 1925, n. 2264 (regio decreto legge del Governo Mussolini e convertito in legge promulgata Vittorio Emanuele III) e cioè delle disposizioni che hanno disciplinato, al tempo del fascismo, l’esposizione della bandiera rimaste in vigore oltre ogni ragionevole durata

interroga

1.la S.V. per sapere se non ritenga opportuno interpellare il Governo, tramite la Prefettura di Modena chiedendo in base a quali leggi dello Stato si ritenga che sia vietato esporre "simboli privati di qualunque natura", in quanto risulta del tutto generica e quindi insufficiente la risposta al quesito posto, in quanto tale risposta è formulata in termini tanto perentori quanto privi di qualsiasi riferimento normativo;

2.quale sia la legge che prevede la categoria dei "simboli privati" e se in essi rientri, ove il termine sia previsto da una legge in vigore, una bandiera che non fa riferimento ad un’associazione, ma ad un’idea consacrata nella Costituzione;

3.con quali modalità il Comune di Modena intenda esercitare l’autonomia regolamentare riconosciuta dal D.P.R. 7 aprile 2000, n. 121 e come sia da interpretare tale norma, investendo eventualmente la Commissione affari istituzionali.

Ringrazio per la sollecitudine con la quale vorrà rispondere, in quanto la Comunità locale sta avvertendo le espressioni, contenute nella risposta ministeriale, del tutto insufficienti per negare spazio ad un’esigenza di libertà che stanno manifestando i cittadini modenesi: quella di far valere in tutte le sedi l’idea della pace.

Il Consigliere Comunale

Giorgio Pighi

Capogruppo DS

Modena, 14 febbraio 2003

La bandiera della Pace